Community is Queen. Intervista a Gente in Viaggio

Community is Queen. Intervista a “Gente in Viaggio”

Content is king diceva qualcuno, ma the community is queen;)

Mi è capitato spesso di parlare con persone che non hanno ben chiara l’importanza di una community online.  In breve, parlando di social network, questi non potrebbero esistere senza community.

La community virtuale è uno strumento molto potente, utilizzatissimo da aziende e professionisti per auto promuoversi e ottenere in tempo reale feedback altamente targhettizzati.

Chi si occupa della moderazione della comunità virtuale?

Di solito il  community manager.

Tieni presente che la moderazione di una community è vitale per la sua stessa sopravvivenza. L’assenza di un moderatore e quindi di regole, come di qualcuno che stimoli la discussione, porterà all’insuccesso, se dovessi decidere di aprire una pagina facebook e magari un gruppo chiuso, non prendere sottogamba questa attività!

A questo proposito ho intervistato Giusi Carai, cofondatrice di Gente in Viaggio, un “community magazine per viaggiatori curiosi”. Ho avuto il piacere di condividere uno spazio di coworking all’ Open Campus – Tiscali con lei e il suo collega Alessio e da subito, oltre la loro solarità, mi ha incuriosito il loro modo di lavorare. Gente in viaggio non esisterebbe (credo), senza le esperienze che questa comunità virtuale condivide quotidianamente. community gente in viaggio Martina Saiu

Ciao Giusi, parto subito con la prima domanda:  come ti sei appassionata ai viaggi e al web?

Ciao Martina e grazie per questa intervista! A rispondere è Giusi, insieme ad Alessio Neri e Sara Sbaffi “mamma” di Gente in Viaggio prima e di Fare Digital Media poi (la startup innovativa che cura lo sviluppo editoriale e tecnologico del progetto).

Sognavo di fare la giornalista giramondo da un piccolo paese del centro Sardegna (Bitti). Appena ho potuto sono volata a Londra (era la mia prima volta fuori dall’isola e avevo 17 anni) e da li a Siena per studiare Scienze della Comunicazione. Poi l’Erasmus a Copenhagen e i primi viaggi in giro per l’Europa, la specialistica a Roma e l’incontro con il mondo dell’editoria digitale. Così la mia curiosità e la voglia di esplorare e raccontare il mondo hanno incontrato un altro canale, quello degli ebook prima e del blog di viaggio poi. Mentre a Londra frequentavo un Master in Digital Humanities nasceva a Roma Gente in Viaggio, era il 2014.

Gente in Viaggio  è un progetto molto interessante con argomento “viaggi e turismo” ma non solo.  Me ne parli?

Gente in viaggio nasce come travel magazine per raccontare il mondo. Sin dall’inizio la narrazione ha seguito due strade. Da un lato un progetto editoriale gestito dalla redazione interna dall’altro uno storytelling spontaneo prodotto dagli utenti della community. Gli appassionati di viaggi infatti, possono iscriversi alla piattaforma e raccontare le proprie esperienze.

In questo modo partecipano ai “content game”, giochi che si rinnovano periodicamente e che fanno vincere viaggi e altre esperienze correlate agli utenti della community più attivi o, a seconda del regolamento in vigore, al post più apprezzato dai lettori. Naturalmente i contenuti vengono sottoposti a un rigoroso controllo redazionale e ottimizzati per la pubblicazione. Il content game coinvolge gli utenti della community a seconda dei propri interessi allargando la composizione della community stessa a ogni nuovo gioco. Questo è molto apprezzato da operatori turistici (B&B, piccoli tour operator etc) che possono comunicare direttamente con un’audience di nicchia e qualificata guidandoin qualche modo la produzione di contenuti.Intervuista gente in viaggio Martina Saiu

Come è nato?

Il progetto è nato da due esperienze fondamentali. Quella mia e di Alessio che insieme avevamo dato vita ad Asterisk Edizioni la prima casa editrice only digital dedicata al viaggio e quella di Sara, giornalista che aveva creato una community di blogger e redattori in giro per l’Italia per il progetto editoriale The Daily Slow.

Nasce così l’idea di trovare un formato più veloce per raccontare i nostri viaggi e più in generale permettere a chiunque avesse esperienze interessanti da raccontare tali da poter ispirare i nuovi viaggiatori, di accedere a un portale curato e piacevole, apprezzato dal motore di ricerca e che permettesse da un lato di vincere esperienze e dall’altro diventasse fonte di ispirazione per gli internauti.

Quanto tempo avete dedicato alla progettazione prima di andare online?

Il primo incontro tra Sara e Alessio avvenne in autunno. Poi altre persone entrarono a far parte del primo nucleo creativo di Gente in Viaggio che arrivò online solo a febbraio del 2014,  dopo almeno 4 mesi di gestazione.

Da quante persone è composto il vostro team e quali sono i ruoli cardine di un’attività come la vostra?

Oggi Gente in Viaggio è il progetto di punta di Fare Digital Media e può contare su una content and community manager dedicata (Federica) nonché sul supporto costante da parte mia e di Alessio, in particolare per quel che riguarda lo sviluppo di nuovi piani editoriali e la gestione delle richieste di native advertising e altri servizi richiesti dalle aziende turistiche interessate a fare content marketing con noi.

Gente in Viaggio vive dei contributi degli utenti, come siete riusciti a innescare la miccia che vi ha poi portati alla creazione di una comunità?

Come dicevo sopra Gente in Viaggio non è mai stato un progetto solo personale quanto più un’opportunità per tutti quelli che non hanno le nostre stesse competenze in campo editoriale e digitale ma che hanno molte più storie da raccontare. Quello che ci interessa in primis è lasciarci incantare dalle storie e dai luoghi ed ispirare (ma anche informare) altri sognatori come noi. In questo l’uso della gamification è stato fondamentale perché da un lato motiva gli utenti e dall’altro li fidelizza.

Quanto tempo è passato prima che Gente in Viaggio iniziasse a catturare l’attenzione degli utenti?

Premesso che Gente in Viaggio è ancora un progetto piccolo in termini di numeri assoluti posso dirti che il primo zoccolo duro della community si è formato attorno al primo content game sponsorizzato dall’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo a un anno dall’uscita online del sito.  

Così sono arrivati tanti utenti da tutta Italia allettati dalla possibilità di vincere un soggiorno a Palermo raccontando i propri ricordi al mare. Ricordo che tra i post pubblicati ce n’era anche uno divertentissimo scritto da una certa Martina Saiu, la conosci? 😛

Avete elaborato più strategie o la prima era quella buona?

È un percorso continuo tuttora in itinere che attualmente stiamo cercando di implementare anche dal punto di vista tecnologico in un modo che sarà del tutto disruptive. Concettualmente però alla base della strategia rimane sempre l’idea del gioco che stimola la produzione di contenuti attraverso premi di viaggio, esattamente la prima idea da cui tutto ebbe inizio.

intervista martina saiu gente in viaggioQuanto è importante affidarsi a professionisti come consulenti ed esperti?

Per noi è fondamentale. Il messaggio che vogliamo far passare attraverso Gente in Viaggio è che si possono anche avere belle storie da raccontare ma se non si conoscono bene le opportunità e le regole del canale utilizzato per raccontare la nostra storia (il web nel nostro caso) rischiamo di limitare la portata creativa e ispirazionale dei territori. Questo vale per tutti gli attori che lavorano nel settore turistico e che possono valorizzare in maniera efficace le suggestioni del territorio in cui insistono per attirare viaggiatori motivati.

Chi gestisce la community?

Ad oggi la gestione della community è in capo ad Alessio (il cuore pulsante del progetto) e Federica che è anche responsabile dell’editing dei contenuti, rigettando quelli inappropriati e comunicando costantemente con gli autori per arrivare a una versione definitiva che sia pubblicabile. Nel futuro prossimo speriamo di poter avere anche altre persone interamente dedicate a questo progetto.

 

Che consiglio dareste a un’azienda o a un professionista che desideri creare un’immagine sul web e poi una community attorno al suo Brand?

Se per creare un’immagine è sufficiente affidarsi a un professionista che sia in grado di supportarti nella creazione di una brand strategy coordinata e coerente con i tuoi valori, più difficile è riuscire a raccogliere intorno a se una community.  Quest’attività richiede grande empatia e dialogo costante con il proprio pubblico, condivisione di punti di vista, passioni e aspirazioni umane. Creare una community, se hai storie da raccontare (=buoni contenuti), è un evento “naturale” che richiede però un impegno davvero enorme. Se si hanno le risorse per sostenerlo, però può essere una strategia vincente per veicolare il proprio brand a un pubblico altamente profilato. Content is king diceva qualcuno, ma the community is queen;)

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