Intervista: Instagram i consigli dell’esperta

studio diverso

È su instagram che spesso incontro “colleghi” e persone che fanno più o meno il mio lavoro. Così ho conosciuto la persona che vi presento oggi. Dopo essermi appassionata alle sue stories, ho fatto una chiacchierata con Sabrina di Studio Diverso che si occupa prevalentemente di grafica e social media.

Vedo ancora gestori di pagine che non rispondono al loro pubblico nei commenti, non ringraziano, non interagiscono.

1. Vorrei cominciare questa intervista chiedendoti: di cosa si occupa Studio Diverso?

Studio Diverso si occupa di grafica cartacea e web, gestione pagine/account social per PMI e professionisti e – ancora – siti web. Dico “ancora” perché negli ultimi tempi mi sto specializzando sui social media, settore che preferisco. Stare dietro a TUTTO, continuando a fare anche lavoro di grafica pura, sta diventando un po’ complicato. Questo perchè Studio Diverso sono solo io, Sabrina Giovanella, freelance dal 2011. Quello dei siti web, con le nuove regolamentazioni privacy, è un settore che mi piace sempre meno e che sto pensando di delegare completamente a collaboratori esterni mantenendo la sola attività di coordinamento e gestione del cliente.

2. Come mai questo nome?

Sono da sempre sensibile all’argomento diversità e mi piaceva l’idea di inserire questa parola nel marchio. Ho scelto l’asterisco come simbolo identificativo – al posto dell’ultima lettera finale, la cui forma circolare ricorda la O – in quanto carattere jolly in informatica, che sostituisce un carattere o un gruppo di caratteri. Per comodità lo chiamo Diverso ma potrebbe essere Diversa, Diversi o Diverse.

3. Parliamo di Social media marketing: tra i tuoi servizi figura la gestione dei social media. Qual è il profilo tipo della tua clientela?

I miei clienti sono piccole aziende, startup o liberi professionisti che hanno un progetto da sviluppare. In altri casi sono aziende del mio stesso settore più strutturate che internamente non hanno il reparto grafico o che preferiscono delegarlo ad un collaboratore esterno. Mi trovo spesso a lavorare a creazione di nuovi loghi, impaginazione di cataloghi, creazione grafiche per packaging oltre a svolgere attività di gestione social media. Chi si affida a Studio Diverso per la gestione della propria pagina facebook o profilo instagram avrà il pacchetto completo che comprende: creazione ed elaborazione di immagini o foto, contenuti testuali (copy), gestione sponsorizzate, statistiche e analisi mensili.

4. Quali sono a tuo parere gli errori comuni che professionisti aziende compiono nella gestione delle proprie pagine social?

Un errore molto comune e banale che riscontro ancora, ad esempio sulle pagine facebook, è l’errato ridimensionamento delle immagini di profilo e di copertina, che non tiene conto del lato responsive. Inoltre vedo ancora gestori di pagine che non rispondono al loro pubblico nei commenti, non ringraziano, non interagiscono. Coltivare i rapporti sui social è fondamentale perché chi ci scrive si aspetta una nostra risposta proprio come accadrebbe vis-à-vis:rispondere è prima di tutto una questione di buona educazione.

Altri errori comuni sono:

– la cancellazione di commenti negativi o risposte esageratamente “piccate”; Il social media manager non può permettersi di essere permaloso, almeno non sul lavoro!

– l’abbandono della pagina. Partire con un grande entusiasmo e arenarsi dopo pochi mesi è molto frequente.

– il non corretto uso di hashtag (su instagram, perchè su facebook sono praticamente inutili)

– il rubacchiare contenuti altrui senza citare fonti

– non prestare adeguata attenzione nei contenuti testuali alla grammatica e alla sintassi.

5. Parliamo di immagine. Studio Diverso si occupa anche di grafica e costruzione di siti web. Che ruolo ha l’immagine nella presentazione del proprio lavoro sul web?

L’immagine sul web, che sia un sito o una pagina social è di fondamentale importanza perché dà subito una prima impressione di ciò che siamo, di cosa ci occupiamo e di come ce ne occupiamo. Come diceva Wilde Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Se navigando alla ricerca di un fornitore mi imbatto in un sito degli anni 2000, creato in flash con la musichetta e il logo palesemente scansionato dal biglietto da visita, bè… certamente una prima impressione me la faccio e non è di certo fantastica.

Altro esempio: se il nostro sito o i nostri profili aziendali social contengono solo immagini prese da stock, non va bene. Vedo pagine di ristoranti con immagini dei piatti palesemente acquistate sui database fotograficiormai gli utenti sanno riconoscere le foto autentiche e personalizzate da quelle che si possono reperire online. L‘acquisto di foto da stock non è di per sé un male ma per un’attività è preferibile investire in un servizio fotografico dal momento che le cifre non sono inavvicinabiliSe proprio non si vuole investire, occorre armarsi di pazienza, creatività e di un buon telefono di ultima generazione e provare a scattare foto convincenti,accattivanti e reali. Le persone apprezzeranno.

6. Quali sono, secondo te, i rischi, se ci sono, per un’azienda o un professionista che decide di non essere presente sui social media?

Non essere presente al giorno d’oggi sul web o sui social media equivale a non esser stato presente sulle pagine gialle 20 anni fa. Ossia, non esistere agli occhi di chi cerca un determinato servizio/prodotto. Se io, potenziale acquirente non ti trovo online, non comprerò il tuo servizio/prodotto. E se non compro tu non fatturi. E se non fatturi, chiudi. Non affidiamoci solo al passaparola, anche se operiamo in piccoli paesini di provincia dove è più facile che tutti si conoscano. Il passaparola è senza dubbio un metodo molto efficace di pubblicità, forse uno dei più potenti, che resisterà nei secoli. Se una mia amica va in un centro estetico, si trova bene e me ne parla, al 99% quando anche io avrò bisogno di un centro estetico andrò lì. Purtroppo però il passaparola non dipende da noi:è un metodo passivo, che possono cioè fare gli altri parlando della nostra attività. Quello che possiamo fare noi è farci vedere, farci trovare, esserci nel momento in cui una persona necessità di un nostro servizio. Se una persona cercando il nostro prodotto sul web non troverà noi, troverà di sicuro un nostro concorrente che si è dimostrato più lungimirante.


Ci sono casi particolari di aziende che di recente hanno scelto di non comparire più sui social media per determinati motivi. Un esempio è Lush, famosa azienda di prodotti cosmetici, che ha deciso di abbandonare tutti i profili social per non essere più “schiava” degli algoritmi e smettere di pagare per apparire nel feed dei propri follower. Tuttavia queste g
randi aziende, conosciute a livello mondiale,hanno sempre strategie pubblicitarieben definite e capacità di investimento molto elevate e diversificate e possono quindi permettersi anche di scomparire dai social. Non vedo l’ora di vedere nei prossimi mesi come si svilupperà il loromarketing 😉

  1. Dovendo dare un consiglio a un professionista o azienda che sta per aprire una pagina sui social media, che cosa gli diresti?

Se ha intenzione di occuparsene direttamente, in maniera autonoma, i miei consigli sono:

• essere costante: pubblicare e aggiornare spesso il profilo,pianificando i contenuti. “Spesso” non vuol dire necessariamente più volte al giorno o ogni giorno ma con una cadenza regolare.

• dedicare tempo al progetto: Creare contenuti è molto impegnativo: trovare la foto o la grafica giusta, scrivere il testo in maniera interessante e corretta senza scopiazzare è davvero un lavoro.

• avere pazienza: i risultati non saranno immediati ma non per questo si deve abbandonare o demordere dopo pochi mesi. Perseveranza!

Se questi tre punti dovessero risultare troppo impegnativi nel lungo periodo, non c’è altra soluzione che rivolgersi a qualcuno che se ne occupi in maniera professionale. Come Studio Diverso! 😉

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Martina Saiu
Martina Saiu

Social media manager, consulente e formatrice

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